Una lista delle mostre a Monza da vedere in primavera
Monza – e la sua provincia – è un territorio ricco di arte e cultura, che offre un’ampia varietà di eventi e iniziative artistiche e culturali. Abbiamo raccolto in questo articolo le mostre più interessanti da vedere a Monza nei prossimi mesi.
Sinestesie Cromatiche – fino al 13 aprile; Associazione Arti<>sta
Il colore non è solo percezione visiva, ma esperienza sensoriale totale, capace di evocare suoni, emozioni e memorie. La mostra esplora la natura fluida e polisemica del colore nell’arte contemporanea ponendolo come principio generativo di forme, spazi e suggestioni.
Attraverso una selezione di opere che indagano la potenza espressiva della materia cromatica, la mostra crea un dialogo tra sensibilità artistiche diverse, tracciando un percorso che attraversa tonalità, contrasti e armonie. Il colore si fa linguaggio, vibrazione, ritmo e ogni sfumatura diventa un ponte tra visibile e invisibile. Un’immersione nell’essenza del colore, dove l’arte si fa esperienza sinestetica e la pittura si spande oltre i confini della tela.
Grandi amori – fino all’11 maggio; Musei Civici di Monza
I Musei Civici di Monza celebrano il tema dell’amore attraverso una mostra che espone una ricca selezione di opere conservate nelle collezioni: oltre 50 pezzi – tra stampe antiche e dipinti – accompagnano il visitatore in un percorso che rievoca i “grandi amori” della storia, del mito, della letteratura. La mostra è interamente realizzata a cura dei Musei Civici di Monza con opere di proprietà delle civiche raccolte d’arte, all’interno del percorso di valorizzazione, studio, promozione e divulgazione di un patrimonio artistico cittadino di straordinaria varietà e ricchezza.
Grazie ai pezzi selezionati, molti dei quali inediti ed esposti qui per la prima volta, la mostra offre la possibilità di accostarsi al mondo della stampa antica con numerosi capolavori: dal Seicento all’Ottocento i preziosi fogli portano le firme di grandi nomi della pittura e della grafica – da Raffaello ad Hayez, da Gustave Dorè fino al monzese Giuseppe Longhi – permettendo al visitatore di accostarsi a tecniche incisorie diverse come la xilografia e la maniera a lapis, oltre ai classici bulini e acqueforti.
Le immagini della fantasia – fino al 13 aprile; Orangerie della Villa Reale
La 42° edizione della Mostra Internazionale d’illustrazione per l’infanzia “Le Immagini della Fantasia”, promossa dalla Fondazione Zavrel di Sarmede (TV), per il 28° anno si svolge a Monza ed è stata inaugurata sabato 8 marzo. Per il secondo anno successivo il luogo scelto per l’esposizione è l’Orangerie della Villa Reale. “Le Immagini della Fantasia” è organizzata dal Sistema Bibliotecario Urbano di Monza e patrocinata da AIB (Associazione Italiana Biblioteche). I bibliotecari curano anche le visite guidate, le attività collaterali e gli eventi in programma: letture e laboratori per adulti e bambini, conferenze, incontri con illustratori e autori, attività in biblioteca.
Unseen, le foto mai viste di Vivian Maier – fino al 21 aprile; Belvedere della Villa Reale
“Unseen, le foto mai viste di Vivian Maier” è il titolo della mostra che la Villa Reale di Monza dedica a una delle pioniere e massime esponenti della street photography. La mostra è la più importante esposizione mai fatta su questa straordinaria, riservatissima artista. 220 fotografie, divise in 9 sezioni, che esplorano i temi e i soggetti caratteristici del suo stile: dagli autoritratti alle scene di strada, dalle immagini di bambini alle persone ai margini della società, avventurandosi anche in aspetti sconosciuti o poco noti di una vicenda umana e artistica non convenzionale.
La mostra si compone di un nucleo di fotografie in bianco e nero e a colori, molto rare e fino a pochi anni fa mai viste in pubblico, alle quali si aggiungono filmati in formato Super 8, provini a contatto, audio con la sua voce e vari oggetti che le sono appartenuti, come le macchine fotografiche Rolleiflex e Leica.
A chi parlo quando parlo – fino al 29 giugno; Museo d’Arte Contemporanea di Lissone
Il MAC – Museo d’Arte Contemporanea di Lissone ospita A chi parlo quando parlo, mostra personale di Ismaele Nones a cura di Stefano Raimondi.
Con le oltre cinquanta opere in esposizione, l’artista genera nuovi spazi creativi attraverso un dialogo continuo e fluido tra tematiche attuali e linguaggi, tecniche e soggetti attinti dal mondo iconografico. In questo processo si sviluppa un territorio immaginativo in cui le barriere tradizionali che separano sacro e profano, antico e contemporaneo, si dissolvono, lasciando spazio a un’esplorazione più libera, priva di vincoli. Mescolando immagini dei tempi passati, simboli e significati, emergono e s’intrecciano tematiche legate alla condizione umana, come la dimensione del conflitto e della lotta, l’esplorazione della sessualità e dell’eros, il senso di isolamento e solitudine, la ricerca di convivialità e condivisione, fino ad arrivare al sentimento di alienazione e inerzia sociale.
Saul Leiter. Una finestra punteggiata di gocce di pioggia – fino al 27 luglio; Belvedere della Reggia di Monza
Dal 1 maggio al 27 luglio 2025 al Belvedere della Reggia di Monza sarà allestita la prima grande mostra italiana dedicata a Saul Leiter. L’esposizione, dal titolo “Saul Leiter. Una finestra punteggiata di gocce di pioggia”, si compone di 126 fotografie in bianco e nero, 40 fotografie a colori, 42 dipinti e rari materiali d’archivio, come riviste d’epoca originali e un documento filmico. La mostra, che include sia stampe vintage che moderne, primi lavori sperimentali e fotografie di moda realizzate durante le sue collaborazioni con Harper’s Bazaar, rivela con evidenza cosa distingue nettamente Saul Leiter dai suoi contemporanei e perché la sua opera continui a influenzare la fotografia di oggi.
Nei nostri spazi, fino al 30 aprile, è possibile apprezzare le opere di Bita Boloukat, artista italo-persiana, nella mostra “Il silenzio del vuoto”. I suoi dipinti mostrano una particolare interpretazione della natura nel linguaggio astratto e personale dell’artista, con l’armonia e la danza tra gli spazi pieni e il vuoto trasmesse attraverso sfumature bianche e l’antica tecnica dell’aine-kari persiano, un metodo tradizionale di taglio dello specchio. Scopri di più qui.
